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Nel medioevo, il terribile flagello della lebbra colpì notevolmente anche l'Europa.
Per curare l'infezione, nella Valle furono costruiti molti ospedali volti ad accogliere i lebbrosi.
Il più celebre di questi lebbrosari fu senza dubbio quello di La Maladière, a Saint-Christophe, lungo la strada per Aosta. Esso fu fondato dal Capitolo della Cattedrale e amministrato da un rettore nominato dal vescovo Valbert, da cui dipendeva.
Gli sventurati che si ammalavano di lebbra dovevano essere curati lontani dalle case e dagli altri esseri umani e avere cappelle, cimiteri, rettori e personale di servizio a loro riservati, per evitare qualunque tipo di relazione con le altre persone.
La Maladière disponeva di possedimenti che si estendevano sopra e sotto la strada attuale, dalla frazione di Meysattaz alla Dora, e anche in montagna: l'alpe di Chaléby, sopra Saint-Barthélemy.
La cappella del lebbrosario, dedicata a Santa Maria Maddalena, custodiva la pietra sepolcrale di San Grato, cui la tradizione attribuisce numerosi miracoli.
Fortunatamente, la lebbra iniziò lentamente a scomparire e nel 1425, nel paese non vi erano più lebbrosi.
La Maladière n'ayant donc plus raison d'être et, de plus, menaçant ruine, fut incorporée avec tous ses biens, en 1425, à la Mense épiscopale qui continua à faire célébrer, par un recteur, les messes de fondation dans la chapelle, à accomplir les legs d'usage et à distribuer la rente aux pauvres.
Nel 1624, siccome la cappella e una parte delle altre costruzioni stavano andando in rovina, Monsignor Vercellin decise di dare in affitto i possedimenti di La Maladière e obbligò l'affittuario a risanare le zone paludose vicine alla Dora e a ricostruire le case pericolanti.
Nel 1788, Monsignore Solar acquistò alcune proprietà situate sopra la frazione di Meysattaz, che insieme agli antichi possedimenti di La Maladière costituirono la cosiddetta "mezzadria del vescovo". Un contadino si occupò di queste terre fino all'entrata in vigore della legge nota come "legge della carcerazione", del 25 agosto 1867, che consentì alla Giunta di impossessarsi dei beni della Maladière e di venderli all'asta. Era il 25 giugno 1868.
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